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ACCADEMIA FUDOKAN KARATE CSAIN ITALIA

Fudokan: "luogo dove si allenano le persone forti dal cuore puro" Maestro Kase

Maestro Gianni Ferrara AFKCI

Il maestro Gianni Ferrara è il direttore tecnico dell'A.F.K.C.I, accademia riconosciuta dall'ente di promozione sportiva Csain. Il Maestro Gianni Ferrara tiene corsi di karate do stile shotokan per bambini ed adulti. L'hombu dojo è a Scoglitti (RG), nella palestra a Borgo Nuovo, Via P. Cocchiara N. 15.

Per Informazioni sui corsi telefonare ai seguenti numeri:
Maestro Ferrara: 3335497062. Palestra: 0932900862
Oppure scriveteci un'email all'indirizzo afkci@live.it

L'A.F.K.C.I. è affiliata all'EFKU (European Fudokan Karate Do Union) del maestro Nino Tammaccaro
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tutti i dojo che seguono gli insegnamenti del maestro Gianni Ferrara

A.F.K.C.I.

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L'ACCADEMIA FUDOKAN KARATE CSAIN ITALIA  non è una federazione sportiva e pertanto non ne persegue i fini. Essa è affiliata all'E.F.K.U. ( European fudokan karate do union) del maestro Nino Tammaccaro, il quale diffonde la pratica del karate, così come era intesa dal maestro Taiji Kase. Quando si parla di Fudokan dunque non si intende identificarlo come uno stile di karate, ma il termine trae origini dal nome del dojo del M° Kase. L'accademia è una scuola nella quale tutti i praticanti si dedicano alla studio del karate do, sotto la guida del maestro Gianni Ferrara, nel rispetto dei principi etici del dojo kun. Il karate è inteso come arte marziale e non come puro sport! La partecipazione alle competizioni agonistiche è importante nella misura in cui comporta dei benefici psicofisici ai praticanti.        
June 2

MAESTRO GIANNI FERRARA

 

Il maestro Gianni Ferrara è il direttore tecnico dell'A.F.K.C.I, accademia riconosciuta dall'ente di promozione sportiva Csain. Inizia la pratica del karate nel 1972 sotto la direzione tecnica del M° Litrico. Continua l’attività con il maestro Santo Torre fino al 3° Dan, ma poi diviene allievo di sensei Nino Tammaccaro, trascinato dal suo grande carisma e spessore tecnico. Ad oggi sono passati oltre vent'anni sotto la guida di sensei Tammaccaro. Da questi acquisisce una nuova visione del karate, che nell'ambiente è identificata col termine "fudokan", che corrisponde alla visione del karate di sensei Taiji Kase, di cui il maestro Tammaccaro è stato allievo. Fudokan infatti, era il nome del dojo del maestro Kase che era solito definirlo come il luogo "dove si allenano gli uomini forti dal cuore puro".  Sotto la guida del maestro Tammaccaro, nel 1992 ad Aix in Francia, conquista il titolo europeo EFKU di kata e kumite. Oggi il maestro Ferrara è l'esempio vivente di chi è riuscito a fare del karate do uno stile di vita, non solo per la costante pratica che gli ha permesso di ottenere un elevato livello tecnico, ma perchè cerca sempre di mettere in pratica i principi morali del karate e di trasmetterli ai propri allievi. Per questi motivi è diventato la guida e il punto di riferimento di diversi dojo e di tanti praticanti.

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MAESTRO NINO TAMMACCARO E.F.K.U.

 

                                          

Nino Tammaccaro 9° DAN, una legenda vivente del Karate internazionale, allievo diretto di Taiji KASE Sensei e Hiroshi SHIRAI Sensei. Nino Tammaccaro è il fondatore e l’attulae direttore tecnico dell'European Fudokan Karate Do Union,fondata ad Aix en Provence (Francia) nel 1989, da un'idea del maestro Taiji Kase. 

E' anche direttore tecnico della rivista mensile internazionale Samurai, dedicata a tutte le arti marziali ed al pugilato.
Nino Tammaccaro inizia all'età di 19 anni a praticare la lotta libera.
Nel 1964, si avvicina alla disciplina del karate attraverso le lezioni del maestro Roberto Fassi.
Nel 1965 conosce il maestro Hiroshi Shirai, con il quale collabora per parecchi anni, ricoprendo il ruolo di direttore tecnico del centro studi Karate Shotokan e di insegnante nella conosciuta palestra di arti marziali di via Maffei a Milano, dove pratica anche judo e pugilato e allena atleti di altissimo livello mondiale.
Nel 1982 sospende la collaborazione con il maestro Shirai e fonda l' A.I.K.S.
Nel 1988 aderisce alla F.I.K.T.A., come scuola di stile Karate Fudokan ryu, di nuovo con il maestro Shirai.
Nella sua carriera agonistica, negli anni in cui il karate era un'arte marziale e non uno sport da combattimento, il maestro Tammaccaro è stato più volte campione italiano individuale e vice campione del mondo nel 1977 a Tokio, insieme alla mitica squadra composta da De Michelis, Montanari, Tammaccaro, Fugazza e Capuana.

                                             

DICONO DEL MAESTRO TAMMACCARO

 
C'era una volta... ieri!

di Franco Franchi

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Nino Tammaccaro – Il guerriero inconsueto

Era stato tra i primi a cogliere il fascino avvincente del karate come lo proponeva, fuori dagli schemi risaputi di una marzialità esoterica, il maestro Hiroshi Shirai, arrivato senza clamori ma con un ferreo e ragionato programma di proselitismo e diffusione della disciplina. Esuberante, spontaneo, irruente, bizzarro ed imprevedibile, Nino Tammaccaro aveva scoperto nel karate la possibilità di esprimersi secondo schemi gestuali che corrispondevano perfettamente alla sua personalità. Perché il maestro Shirai, pur nel rispetto del rigore tecnico più intransigente non proponeva un karate mistico ed impenetrabile come i maestri che lo avevano preceduto con apparizioni saltuarie.

Voleva, prima di tutto, atleti vigorosi e tenaci che sapessero esprimere anche fisicamente i significati concreti di certi valori che una mitologia deviante relegava nella mistica sfera dello spirito. Non fu difficile per Nino inserirsi nel gruppo ristretto dei fedelissimi del maestro: di coloro, cioè, che riuscivano a rappresentarne visivamente il messaggio nel modo più aderente alla sua verità. C’era un limite in loro ed era quello di essere fatalmente la fotocopia, nel senso più ampio del termine di chi li addestrava. Anche perché avevano acquisito il fondamentale principio marziale della disciplina in forza del quale l’insegnamento non ammette deviazioni o correzioni operative.

Un concetto che urtava fatalmente con l’esuberanza caratteriale di Nino Tammaccaro abituato ad esprimersi senza mediazioni, seguendo le umoralità del suo istinto per certi versi simpaticamente animalesco. E questo lo metteva in una posizione anomala nei confronti della testuggine pretoriana degli adepti che, al pari del maestro, accettava spesso con malcelata insofferenza le iniziative del solista. Perché proprio tale finiva per essere questo gladiatore irruente che, pur apprezzando le interiorità filosofiche della gestualità, finiva sempre per dare più spazio agli aspetti esteriori della disciplina. Per un destino singolare, Nino Tammaccaro fu sempre quello che seppe sacrificarsi con impegno fisico più elevato. Nessuna fatica lo spaventava ma quello che maggiormente lo realizzava era la spettacolarità dell’esibizione dove poteva esprimersi compiutamente la creatività della sua fantasia gratificata dall’applauso degli ammiratori. Anche nelle competizioni, Nino rinunciò sempre per vocazione alle strategie, ai tatticismi, alla ricerca della tecnica preziosa e rifinita: sarebbe stata per lui una mortificazione insopportabile. Vinse raramente anche per questo ma la generosità dei suoi combattimenti gli guadagnò la simpatia e l’ammirazione di uno stuolo di fedelissimi conquistati proprio dal fascino dell’eroe perdente al quale va il premio della nobiltà della sconfitta.

Furono quelli che lo seguirono quando, per primo, seppe affrancarsi dalla magnetica personalità del maestro Shirai rifiutandosi di seguirlo nella nuova compagina federale quando le ragioni della politica imposero lo scioglimento della struttura organizzativa originaria. E Nino Tammaccaro divenne il corifeo dell’autodifesa di cui rimane l’interprete più originale seguendo schemi assolutamente al di fuori di quelli codificati. Si può dire, magari forzando enfaticamente le cose, che Nino Tammaccaro è il fondatore, il caposcuola, dell’autodifesa sportiva in opposizione a quella tradizionale.

L’incisività estemporanea del comando rispetto alle tattiche ragionate dell’esercito regolare.

Questa è la caratteristica primigenia di uno dei protagonisti più apprezzati della breve ma intensa storia del karate italiano di cui ha scritto qualche pagina ruvida: coraggiosamente.

Per gentile concessione della rivista Samurai
Mese di Ottobre - Anno 1988

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                                           IL MAESTRO NINO TAMMACCARO CON IL MAESTRO GIANNI FERRARA

STAGE CON I MAESTRI TAMMACCARO E FERRARA

 

Domenica 10 maggio si è tenuto ad Enna uno stage di karate diretto dal maestro Nino Tammaccaro, organizzato dalla seiken karate club Enna del maestro Giuseppe Di Blasi in collaborazione con l’accademia fudokan del maestro Gianni Ferrara e dell’ente di promozione sportiva CSAIN. Il maestro Tammaccaro, legenda vivente del karate internazionale, è stato coadiuvato nella direzione tecnica dello stage dal maestro Gianni Ferrara. Allo stage hanno partecipato gli atleti di diverse palestre: le due palestre della seiken, di Enna e Leonforte, più quella di Scoglitti del maestro Ferrara, fudokan karate club Monterosso Almo del maestro Gaetano Scollo e altre provenienti da vari paesi, per un totale di un centinaio di praticanti. Il maestro Tammaccaro, a ben 72 anni, ha dato una magnifica prova della sua ancora ottimale forma e del suo spessore tecnico, dimostrando personalmente ogni tecnica di difesa personale. Secondo il suo pensiero, l’unica strada possibile che conduce al vero karate do, è quella più difficile, più impegnativa, ma nello stesso tempo per tali motivi la meno battuta. Il karate del maestro Tammaccaro è essenziale, ma proprio per questo diretto ed efficace, privo di “fronzoli”. La sviluppo di tale arte ha come scopo principale l’auto difesa. La parte tecnica è stata curata dal maestro Gianni Ferrara, allievo del maestro Tammaccaro da più di vent’anni. Da ricordare anche che il maestro Tammaccaro è stato l’unico dei maestri italiani ad essere chiamato nel 2004 ad Aversa (NA) il 2 giugno per tenere uno stage di 3 giorni sulla difesa personale per: Esercito Italiano, Guardia di Finanza, Carabinieri, tutte le forze di Polizia Privata ed Investigativa. Soddisfazione tra tutti i partecipanti allo stage, orgogliosi di poter partecipare ad una lezione di uno dei più importanti maestri in ambito internazionale.

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CAMPIONATI NAZIONALI CSAIN LIGNANO SABBIADORO

Quattro gli allievi del maestro Gianni Ferrara a rappresentare l’accademia fudokan karate csain Italia ai campionati Nazionali che si sono svolti il 4 e 5 aprile a Lignano Sabbiadoro (in Friuli Venezia Giulia), organizzati dall’ente di promozione sportiva CSAIN. Il bottino finale ammonta a 2 ori, 1 argento e 1 bronzo e testimonia l’ottimo lavoro svolto in questi anni con sacrificio e dedizione da parte di questi giovani atleti nonchè del loro maestro. Nella specialità Kata sul gradino più alto del podio sono saliti Giuseppe Di Caro, categoria esordienti cinture marrone-nere, e Giovanni Farruggio, categoria Speranze Marrone Nere. Medaglia d’argento invece per Giovanni Alessandrello e bronzo invece per Salvatore Farruggio. Soddisfatto sicuramente il maestro Ferrara che ricorda che la gara nel karate do, inteso come arte marziale e non come puro sport, è solo un mezzo per raggiungere una buona padronanza delle proprie emozioni, per perseguire poi il fine ultimo di quest’arte marziale ossia l’equilibrio psico-fisico e la capacità di autodifesa.

 

                      FOTO GRUPPO                          GIUSEPPE DI CARO (2)

 
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